Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni

Alfabetizzazione digitale

L'analisi
13 settembre 2019

Un patto tecnologico

di Paolo Marizza
La digitalizzazione rischia di isolare le persone anziane. Invece le nuove tecnologie possono essere per loro strumento di inclusione e di benessere. Anche grazie all’aiuto dei giovani
CONDIVIDI
30972
(ph. Gerd Altmann - pixabay.com)
L'analisi
13 settembre 2019 di Paolo Marizza Image

L’invecchiamento della popolazione e il crescente sviluppo dei mezzi tecnologici digitali e del loro sempre più frequente utilizzo è una delle maggiori sfide della società moderna. La tecnologia ha avuto un impatto enorme sulle nostre vite. Oggi è possibile videochiamare istantaneamente amici e parenti in tutto il mondo, spendere i nostri soldi semplicemente con il tocco di una carta, tracciare la nostra forma fisica tramite un dispositivo indossabile, e molto altro ancora.

Ma l’avanzare della digitalizzazione rischia di escludere e isolare tutte quelle persone che non possiedono le capacità e le competenze necessarie a rimanere al passo con il progredire dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione. La percentuale delle persone che hanno difficoltà con almeno una delle attività della vita quotidiana aumenta significativamente all’età di 65 anni fino ad arrivare al 50% a 85 anni. Recenti studi, tuttavia, testimoniano che iniziative mirate di alfabetizzazione digitale possono far aumentare del 50% le capacità delle persone di svolgere attività quotidiane e ridurre i sintomi di depressione.

Isolamento sociale e solitudine sono due problematiche in aumento. Uno studio ha evidenziato che circa 200.000 persone anziane in Gran Bretagna non hanno conversazioni con un amico o un familiare nell’arco di mesi. Tuttavia coloro che si sentono socialmente isolati e soli sono anche i più propensi a usare i servizi pubblici, a causa della mancanza di reti di supporto e di un aumento della probabilità di sviluppo di determinate condizioni sanitarie, quali depressione, demenza e problemi cardiovascolari. Fortunatamente, ci sono degli innovatori che stanno cercando di introdurre, attraverso la ricerca e lo sviluppo di alcune tecnologie di base, operazioni facilitate come videochiamate, utilizzo del computer e accesso a Internet che hanno un impatto positivo sull’isolamento sociale. Ad esempio, una soluzione creata in Australia, è un’innovazione che permette ad assistenti di fornire servizi di supporto in remoto tramite tecnologie digitali. Alla persona anziana viene fornito un tablet dal quale potrà mettersi in contatto con community e social network a lei dedicati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli assistenti possono organizzare degli incontri virtuali per parlare del senso di isolamento e del benessere generale e possono anche organizzare chiamate di gruppo con altre persone con interessi comuni. Queste applicazioni permettono inoltre di fornire assistenza al 60% del costo dei servizi di supporto faccia a faccia.

Creare consapevolezza e abilità nell’accesso e nella fruizione delle tecnologie digitali da parte della popolazione anziana, oltre a rappresentare un imperativo etico solidaristico, costituisce un fattore fondamentale per l’arricchimento della qualità di vita nella prospettiva dell’invecchiamento attivo, attraverso nuove forme di alfabetizzazione digitale.

Recenti analisi e ricerche confermano che le persone in terza e quarta età che hanno maggiore dimestichezza con i mezzi tecnologici e di comunicazione, hanno una migliore autonomia nell’attivazione e fruizione di servizi a loro favore e una maggior percezione di benessere e di soddisfazione nei riguardi della propria vita e dei propri contatti sociali.

In altre parole, l’accesso a internet e l’utilizzo dei dispositivi digitali può apportare benefici alla popolazione anziana, sia in termini di benessere psico-fisico sia di inclusione sociale, grazie all’accesso alle informazioni e alla possibilità di attivare in autonomia servizi sociali e non e le prestazioni da essi erogate.

Un approccio proficuo per lo sviluppo di tali iniziative potrebbe prevedere un percorso articolato in 3 parti, iniziando con un approccio qualitativo.

1. Quale alfabetizzazione?

Il tema principale da indagare inizialmente è il rapporto tra anziani e nuove tecnologie. Più nello specifico si tratta di capire e approfondire l’utilizzo e il rapporto delle persone anziane con i nuovi mezzi di comunicazione e informazione, strettamente correlato alla percezione di benessere e di facilità di accesso alle informazioni e ai servizi. Si indaga la correlazione tra utilizzo   della tecnologia con eventuali benefici in termini di accessibilità ai servizi di interesse, maggiori relazioni sociali, maggiore autonomia e autodeterminazione. Lo strumento utilizzabile è quello del questionario.

2. Alfabetizzazione digitale di base

L’offerta di corsi dedicati all’informatica e alla tecnologia è molto vasta e tratta vari argomenti con dispositivi elettronici differenti. Tali offerte sono state gradualmente ampliate e modificate in base ai bisogni emergenti e all’evoluzione dei mezzi di comunicazione e di informazione. Fino a qualche anno fa, i corsi erano orientati all’utilizzo del PC, mentre a oggi l’offerta è maggiormente orientata a dispositivi come smartphone e tablet. I corsi/workshop potranno essere articolati a seconda della necessità dell’anziano e spaziano da corsi di introduzione al dispositivo elettronico, con utilizzo della tastiera e del mouse, arrivando a corsi su tablet. Vengono proposte lezioni sull’utilizzo di internet e di motori di ricerca, nonché prime nozioni sulla sicurezza dei dispositivi elettronici e su come proteggersi durante la navigazione in internet.

3. Dall’alfabetizzazione alla fruizione personalizzata

Sempre più frequentemente la costruzione dei siti web e di applicazioni (APP) non considerano la possibilità di accesso di utenti che abbiano problemi di carattere visivo, motorio o anche semplicemente conoscitivo del web e delle APP: risulta quindi importante garantire anche agli anziani un accesso alla rete adattando i dispositivi e i siti alle loro esigenze. Il processo di invecchiamento porta spesso con sé delle difficoltà visive, motorie, tattili o uditive che possono ostacolare l’accesso e l’utilizzo di strumenti digitali. Per tale motivo risulta necessario semplificare il più possibile i dispositivi elettronici a disposizione della popolazione anziana.

È necessario in primo luogo rendere fruibili, intuitivi e funzionali i dispositivi necessari ad accedere a internet. I cellulari smartphone devono poter disporre di applicazioni e tasti grandi e facilmente utilizzabili, inoltre le tastiere dei computer andrebbero maggiormente semplificate, escludendo tutti i tasti superflui nel caso in cui si usufruisce solo di determinate applicazioni. Esistono già sul mercato applicazioni che, attraverso le icone grandi e impostazioni chiare, fanno in modo che il telefono o il tablet risulti più semplice da utilizzare.

Un altro aspetto importante è la necessità di migliorare la fruibilità dei siti web e delle APP. Un’opera di sensibilizzazione verso i fornitori di servizi ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) che sono a contatto con la popolazione anziana è funzionale a orientare l’offerta di dispositivi e applicazioni. È possibile agire su più livelli, rendendo consapevoli riguardo al tema anche i fornitori di servizi che abitualmente non hanno a che fare principalmente con l’anziano.

A tal fine il sostegno tra le generazioni risulta un punto fondamentale. I nativi digitali possiedono le conoscenze e le  competenze digitali che mancano alle generazioni più anziane (“nipoti e nonni”).

Le persone anziane non sono le uniche a fare capo ai servizi sociali, comunali e non. Anche giovani adulti che necessitano aiuto di vario genere usufruiscono di tali servizi. Da qui potrebbe nascere una collaborazione tra giovani e anziani, i quali possono scambiarsi le rispettive conoscenze e collaborare in modo funzionale e arricchente. Infatti lo scambio avviene da entrambi i lati. Da una parte la trasmissione del sapere tecnologico, dall’altra quello dell’esperienza di vita e del sostegno emotivo.

In prospettiva potrebbero maturare le condizioni per lo sviluppo di start up innovative, fondate anche da giovani, che   forniscano sia servizi di natura formativa sia di sviluppo e di supporto tecnico per l’installazione e diffusione di tecnologie multimediali di base per la popolazione anziana.

Commenti (0)
Comment