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Presentato a Roma lo studio nazionale

Attualità
05 dicembre 2019

Contrabbando di sigarette, Trieste seconda in Italia

a cura della redazione
A incidere la presenza del confine. Sesto posto per Udine. Lanciata una App della Guardia di Finanza per contrastare il fenomeno
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(ph. pixabay.com)
Attualità
05 dicembre 2019 della redazione

Il fenomeno del contrabbando di tabacchi non conosce sosta. Si calcola che in Italia 5,5 sigarette consumate ogni 100 siano di provenienza illecita (nei primi 9 mesi 2019). Un dato che ci posiziona al 19° posto in Europa (prima la Grecia con il 24%, seguono Irlanda al 21%, Lettonia al 20% e Francia al 14%) e che si conferma sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti. Un fenomeno che appare fortemente legato ai differenziali di prezzo dei prodotti leciti che in altri Paesi, come Ucraina e Bielorussia, arrivano a costare 4,26/4,35 euro in meno rispetto al prezzo medio di un pacchetto in vendita nel mercato legale in Italia (circa 4,90 euro). Il contrabbando di sigarette produce inoltre un danno erariale rilevante: si stima che le perdite per le casse dello Stato italiano (IVA e accise mai versate) siano state di circa 730 milioni di euro nel solo 2018, e di circa 10 miliardi l’anno su scala Ue.

Il contrabbando è particolarmente radicato in alcune aree del Paese, specialmente al sud, ma non solo. La città più impattata è Napoli, dove circa 1 pacchetto su 4 è di origine illecita. Al secondo posto Trieste (poco oltre il 20%), in virtù della vicinanza con il confine con la Slovenia in cui un pacchetto costa in media 1,25 € in meno rispetto all’Italia. A seguire Casoria (20% circa), Torre del Greco e Giugliano in Campania.

I pacchetti di contrabbando in Italia provengono principalmente dal canale duty free (circa il 40%) - privi del tassello fiscale - dal quale vengono sottratti per essere reimmessi nel mercato nero. Al di fuori di questi casi, le sigarette introdotte nel mercato illecito in Italia provengono principalmente dall’Ucraina (11,4% del totale) e transitano attraverso hub in Polonia e Romania prima di raggiungere l’Emilia-Romagna (via Trieste), dove la merce viene smistata e spedita in tutta Italia. Mentre le sigarette provenienti dall’Est Europa vengono trasportate nel nostro Paese prevalentemente su gomma, i flussi provenienti da altri Paesi quali Spagna e Grecia seguono rotte via mare, entrando nel nostro Paese attraverso i porti siciliani o quelli del versante adriatico (come Ancona, Bari e Brindisi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo contesto risulta fondamentale il ruolo delle Forze dell’Ordine per contrastare il fenomeno: nel biennio 2017-2018, l’andamento dei sequestri di sigarette in Italia ha registrato picchi nel numero di operazioni a ottobre 2018 (250), con picchi di quantità sequestrate nel bimestre ottobre-novembre 2017 (160 tonnellate) e a marzo 2018 (quasi 50 tonnellate). La quantità media dei singoli sequestri invece è molto bassa (2,1 kg), dato che conferma la parcellizzazione dei carichi operata dai contrabbandieri per limitare i danni in caso di interventi delle forze dell’ordine. Nel 2018 i sequestri si sono concentrati in Campania e nelle zone di transito (porti, aeroporti e città di confine), per un totale nazionale di 237.680 sequestri effettuati.

Sono questi alcuni dei dati contenuti nello studio: “Flussi, rotte e luoghi del contrabbando di sigarette: le principali caratteristiche dei traffici illeciti in Italia”, curato da Andrea Di Nicola (Professore di Criminologia) e Giuseppe Espa (Professore di Statistica Economica), fondatori di “Intellegit”, la start-up sulla sicurezza dell’Università di Trento, e realizzato con il contributo di British American Tobacco (BAT) Italia.

Lo studio, giunto alla sua terza edizione su scala nazionale, incrocia i più recenti dati disponibili dalle diverse fonti esistenti in materia (Sun Report KPMG, Empty Pack Survey, Mystery Shopper, Istat, Guardia di Finanza, dati BAT), contiene un’analisi dettagliata delle rotte, dei punti di transito, dei luoghi di consumo e di sequestro delle sigarette di contrabbando in Italia e un focus su alcune delle città più rappresentative del fenomeno.

Quest’anno, partendo dal lavoro di catalogazione di tutti i marchi di illicit whites realizzato lo scorso anno e che ancora oggi rappresenta un unicum a livello Europeo, è stata creata una app che permetterà alle forze dell’ordine di identificare, catalogare, trovare, raccogliere e condividere ogni informazione utile relativa a questa tipologia di pacchetti di contrabbando, come ad esempio il marchio “Regina” che nel 2018 rappresentava il 15% del mercato illegale Italiano, e ai principali marchi di contrabbando nel nostro Paese. BAT Italia ha donato alla Guardia di Finanza di Napoli la app sviluppata da Intellegit, chiamata COMBAT, grazie alla quale i finanzieri potranno consultare agevolmente il catalogo, costruito ad hoc, contenente dettagli su ciascun marchio di contrabbando rilevato in Italia, come ad esempio immagini dei pacchetti, produttore, proprietario del marchio, prezzo al mercato illecito, città in cui è stata rilevato il pacchetto e un breve testo analitico e operativo a supporto. COMBAT inoltre dispone di un modulo attraverso il quale le forze dell’ordine potranno inviare segnalazioni georiferite sul ritrovamento di potenziali illicit whites non ancora contenute nel catalogo o di altri marchi, con trasmissione delle informazioni alla banca dati e conseguente aggiornamento del database centrale. A questo sarà affiancato un servizio di help desk, con feedback all’utente sulle segnalazioni, fornito da parte di personale di Intellegit specializzato in materia. 

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