Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni

Domenica 1 marzo la presentazione

Sport
17 febbraio 2020

Pieris, prima realtà di baskin nel Goriziano

di Livio Nonis
La Polisportiva Isontina e Progetto sicurezza lanciano un nuovo progetto sportivo per favorire l'inclusione e l'integrazione sociale
CONDIVIDI
32875
Sport
17 febbraio 2020 di Livio Nonis Image

In provincia di Gorizia sta nascendo qualcosa di nuovo, un progetto fatto con il cuore. La Polisportiva Isontina Pieris e Percorso Sicurezza, assieme nel progetto sportivo di basket di promozione, presentano il BASKIN (BASKet - INclusivo).

Appuntamento per tutti domenica 1 marzo presso la palestra di Pieris, in via Atleti Azzurri, “alla Scoperta del Baskin”: evento a cui sono tutti invitati, dai piccoli ai grandi, per ogni tipo di parentela anche di non atleti.

Il programma della giornata prevede alle ore 10 la conferenza di presentazione del Baskin, ad opera di Alberto Andriola; alle ore 11 partita dimostrativa tra le squadre “Zio Pino Baskin Udine” e “Bazinga Trieste”; dalle 14.30 allenamento di baskin aperto a tutti.

Il baskin nasce nel 2003 a Cremona in contesto scolastico. I suoi fondatori sono l'ingegnere Antonio Bodini, padre di cinque figli, e l'insegnante di educazione fisica Fausto Capellini.

Il baskin nasce per evitare i pietismi e dare a tutti il diritto di esprimersi al meglio, con l'idea che solo così si può realizzare la vera integrazione. Ciascun giocatore è fondamentale per la squadra e l'agonismo mette in moto le capacità di tutti, rendendo il baskin uno sport a tutti gli effetti.

A differenza di altri sport però le fragilità sono necessarie alla vittoria quanto le eccellenze. Questo sport trae origine dalla pallacanestro e ne mantiene lo scopo del gioco. Ogni squadra è composta sia da giocatori disabili che normodotati, ciascuno dei quali è portato a esprimersi al massimo delle sue capacità insieme ai compagni. Possono partecipare sia persone con disabilità mentali, sia persone con disabilità fisiche, più o meno gravi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche tra i normodotati ci possono essere giocatori di pallacanestro, sportivi provenienti da altre discipline e persone meno abituate allo sport. Le squadre sono miste anche dal punto di vista del sesso e dell'età. Tutto ciò è possibile grazie a un ingegnoso sistema di regole, pensato per adattarsi ai giocatori. Un obiettivo è formare e spiegare un'idea della cultura dell'inclusione per offrire momenti sportivi ai soggetti in difficoltà, per poter potenziare abilità psicomotorie, incentivare lo spirito di gruppo, sviluppare prassi e abilità tendenti al miglioramento personale, potenziare la capacità di esprimere le proprie emozioni e i propri sentimenti, migliorare l'autostima e l'auto efficacia, migliorare l'autonomia personale.

La finalità è favorire l'integrazione, l'aggregazione e la socializzazione tra soggetti con disabilità e soggetti non disabili attraverso l'avviamento della pratica sportiva, potenziare e diffondere l’inclusione con i bambini e i ragazzi.

Commenti (0)
Comment