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La testimonianza di una giovane contagiata

Attualità
06 aprile 2020

La vita con il Coronavirus: "Non dimenticherò queste settimane"

a cura della redazione
Da Cervignano il racconto di una persona positiva al Covid19, così come il familiare che vive con lei: "Non abbiamo capito da chi e come siamo stati infettati"
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Attualità
06 aprile 2020 della redazione

Una residente di Cervignano del Friuli, positiva al Covid19 assieme a un suo familiare più anziano, ci ha scritto un breve pensiero per condividere la propria situazione emotiva. Lo riportiamo nelle righe sottostanti.

 

Dopo quasi due settimane di incertezza, paura e speranza, ho voluto scrivere un breve pensiero su ciò che stiamo vivendo oggi. Questo vuole essere solo un momento di riflessione libera e non uno spazio polemico.

Sono una ragazza giovane risultata positiva al Covid-19. In questo momento sono in via di guarigione ma l’intensità delle emozioni provate in queste ultime settimane rimarranno indelebili nella mia mente. Esorto con queste parole perché a casa non ero sola ma con un familiare, anagraficamente più adulto di me, anch’egli risultato positivo al Covid-19 con una sintomatologia decisamente più preoccupante della mia.

Ultimamente siamo costantemente bombardati da informazioni da parte dei media e dei giornali ed ammetto di aver smesso di guardare la tv per almeno una settimana perché era solo motivo di ulteriore ansia. 

In questi giorni di graduale ripresa psico-fisica ho letto che diverse persone sono preoccupate all’idea di non sapere chi sono le persone positive al Covid-19 nella propria cittadina. A queste persone vorrei dire che comprendo emotivamente la preoccupazione ma purtroppo, in questa circostanza, ha una rilevanza relativa avere questo tipo di informazione; mi spiego meglio: l’iter che segue una persona risultata positiva al Covid-19 comprende anche una sorta di dichiarazione volta a verificare quali persone sono entrate in contatto con l’infetto. Ad esempio, sia io che il mio famigliare eravamo da settimane attenti e, per quanto possibile, rigorosi a seguire le corrette precauzioni igieniche. È anche vero che dovendo andare a lavoro la probabilità di contrarre il virus era concreta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pertanto, il pensiero che vorrei trasmettere è che tutti noi siamo quotidianamente responsabili di noi stessi e di tutti gli altri, soprattutto di quelle persone più fragili ed anziane. Infatti, a mio parere, è più pericoloso un cittadino asintomatico o che vive questa situazione con troppa leggerezza.

Cosa sarebbe cambiato al singolo se noi avessimo diffuso i nostri luoghi di frequentazione (farmacia, supermercato, ecc.)? E che dire delle persone che pur avendo minime sintomatologie connesse però al virus in questione, continuano a girare per farmacie e supermercati non preoccupandosi o non pensando di poter contagiare il prossimo. Noi ad oggi, nonostante un’attenta analisi, non abbiamo capito da chi e come siamo stati infettati. Credo che il pensiero principale sia quello di seguire un comportamento responsabile adottando tutte le precauzioni ripetutamente comunicate dalle Istituzioni.

Vorrei, infine, concludere con un messaggio positivo e di speranza per tutte quelle persone che stanno vivendo un’esperienza analoga alla nostra o che potranno viverla in futuro perché, salvo casi specifici, si può guarire e tornare ad apprezzare ancora di più la vita ed i piccoli momenti di quotidianità. Vorrei, inoltre, esprimere un caloroso ringraziamento a tutto il personale sanitario che ci ha seguito e sostenuto in questo percorso ed un grazie anche al Sindaco che ci ha contattato esprimendo disponibilità e sostegno nell’affrontare questo momento.

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