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Completato il primo step dell’iniziativa Adotta una Pianta

Attualità
29 maggio 2020

Staranzano investe sul verde pubblico

di Livio Nonis
I cittadini protagonisti del progetto: con 55 tra alberi, cespugli verdi e roseti hanno valorizzato diverse aree cittadine
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Nuove rose in via De Amicis
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29 maggio 2020 di Livio Nonis Image

Messi a dimora quaranta nuovi alberi nel 2019 e quattordici nel primo quadrimestre 2020, a fronte di una rimozione totale di 33 piante, in parte ammalate e pericolanti, in parte situate in aree confinanti su proprietà private e gravanti su recinzioni e scarichi meteorici.

A marzo 2020 è stata anche completata la prima fase del progetto “Adotta una pianta” che ha visto protagonisti proprio i cittadini staranzanesi che hanno contribuito con 55 piante tra alberi, cespugli verdi e roseti ad arricchire le aree verdi del centro urbano. I certificati delle loro adozioni sono stati spediti proprio in questi giorni, con l’indicazione in quali giardini sono state posate le loro piante. 

“Gli interventi nel verde pubblico urbano – spiega l’assessore all’urbanistica, Manuela Tomadin – sono previsti all’interno del Piano di manutenzione che viene annualmente redatto da Gianni Giuricich dell’ufficio Gestione Territorio del Comune di Staranzano.

Nel piano rientrano interventi ordinari di potatura delle alberature, interventi straordinari di ridimensionamento della chioma per contrastare fenomeni di instabilità dovuti al troppo carico o scarsa tenuta dell’apparato radicale o occupazione di aree private, anche su segnalazione dei cittadini stessi”.

Si effettuano inoltre potature di alberi che evidenziano problemi di vicinanza sui confini di radici e rami che intralciano o dissestano pavimentazioni e recinzioni, oppure laddove avvengano cedimenti del loro piano di radicamento o dei rami più pesanti a causa delle forti raffiche di vento.

Molte di queste piante risultano piantate autonomamente dai cittadini senza rispettare le distanze minime dai confini, ovvero inferiore ai 3 metri, come prevede il codice civile per le piante ad alto fusto.

Negli interventi sul verde pubblico vengono pianificate infine le piantumazioni e i ripristini delle alberature morte o rimosse nei vari giardini.  Come tutti gli organismi viventi infatti anche gli alberi hanno un ciclo di vita e malattie che possono pregiudicare anche la sicurezza negli spazi pubblici o la salute degli alberi vicini.

Per tali motivi nel corso del 2019 sono stati eseguiti gli abbattimenti di piante ammalate e deboli che già da tempo avevano manifestato improvvisi schianti come i due Ulmus minor nel giardino della scuola primaria, due Carpinus betulus presenti nel parco di via dell’Infanzia in quanto gravemente ammalati, due Thuja e tre Pinus nigra fortemente attaccati e debilitati dalla processionaria del pino. 

Altri alberi che nascono spontaneamente lungo marciapiedi o bordo strada a lungo andare possono creare diverse problematiche di sicurezza, come i sei Cupressus spp. sviluppatisi sul marciapiede in strada della Colussa e due Celtis australis cresciuti a meno di tre metri dal confine, nell’aiuola del parcheggio di via Fratelli Zambon, che sollevavano le cordonate del marciapiede e riempivano con foglie e frutti le grondaie dei confinanti causando l’intasamento del sistema di scarico delle acque piovane.

Infine nell’area verde che circonda l'impianto per il baseball in via Atleti Azzurri d’Italia, di concerto con il soggetto gestore, sono stati rimossi tre Cedrus spp., due Pinus pinea e sette Ulmus minor e trapiantati otto Morus alba in sostituzione degli alberi abbattuti, rispettando le distanze tra le piante e le recinzioni presenti.

Nel primo semestre del 2020 si è intervenuti nel giardino in via Don Faidutti rimuovendo due Cupressus spp. la cui stabilità era risultata precaria a seguito del collasso di un terzo albero della stessa specie crollato causa maltempo nel corso del 2019 e due Robinia trapiantate dai residenti nei pressi di un percorso pedonale, le cui spine e rami spesso cadevano al suolo a causa del vento perché piante deboli a più fusti. In via Battisti si è provveduto alla rimozione di tre Prunus pissardi e sei in via Mattei, in quanto piante oramai giunte a fine ciclo vitale che manifestavano i sintomi evidenti della senescenza e con forti inclinazioni laterali.

Nel contempo, come ogni primavera, si è provveduto al trapianto di piante richieste e fornite dal vivaio forestale regionale di Tarcento, nell'ambito dell'iniziativa “un albero per ogni nato”: in media 35-40 piante ogni anno per arricchire la superficie boschiva in ambito urbano. Si tratta di Carpinus betulus, Fraxinus ornus e Morus Alba, specie arboree autoctone e idonee al clima, collocate nel rispetto degli spazi determinati dal Codice Civile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Seguirà poi a settembre la piantumazione di nuovi individui a sostituire quelli abbattuti o caduti nel rispetto degli spazi necessari alle singole piante per permettere uno sviluppo armonioso; pertanto al posto dei Prunus pissardi si posizioneranno nove Lagerstroemie, mentre in sostituzione dei Cupressus spp.e delle Robinie pseudoacacia saranno posizionate sei piante di varietà locali come il Carpinus betulus  e Fraxinus ornus.

A marzo 2020 sono state invece messe a dimora diverse specie di alberature a corredo dell’iniziativa “Adotta una pianta”, come le quattro querce in via Zambon, via Burri, via Salvo D’Acquisto e in piazzale Unicef, due Prunus ‘Ychiyo in via fratelli Zambon e sette Lagerstroemie lungo via Battisti. Inoltre, grazie all’ampia adesione dei cittadini all’iniziativa di adozione, sono state realizzate le aiuole fiorite delle rose paesaggistiche lungo via de Amicis e degli arbusti e cespugli fioriti lungo via fratelli Zambon: oltre 50 piante in tutto.

Infine da ricordare che ogni anno a metà gennaio viene effettuata la visita annuale del “boboler” da parte dei tecnici del comune assieme Paolo Pierobon, socio della società Silvatica che da alcuni anni accompagna il Comune di Staranzano nella cura e manutenzione dell’albero simbolo del paese, in realtà organismo vegetale composto da più individui. Negli ultimi anni infatti le due fratture presenti si sono accentuate e hanno favorito uno sviluppo più veloce degli agenti patogeni già presenti in sito (funghi) accelerando l'iter della malattia della pianta che ha colpito la parte del colletto e una porzione del tronco, mentre l'apparato aereo appare ancora in buono stato.

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