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Classic art

Cenerentola

Coreografia a cura di Thierry Malandain.
cenerentolaOlivierHoueix.jpg
Pordenone
Teatro Verdi, via Martelli 2
05/03/15
20.45

Pur restando fedele alla drammaturgia di Cenerentola e allo spartito di Prokof'ev, Thierry Malandain sviluppa un approccio tutto personale, esplorando temi a lui cari. Cenerentola è il percorso di una stella, una stella che danza. Conosce il dubbio, l'emarginazione, la sofferenza, la speranza e raggiunge infine la luce. Attraverso questa visione, fatta di ceneri e di magia, talora tragica, talora comica, si scrive qualcosa di universale…
«Ciò che ho voluto esprimere prima di tutto con la musica di Cenerentola – afferma Malandain-è l'amore poetico di Cenerentola e del Principe, la nascita e lo sbocciare di questo amore, gli ostacoli che si sono erti lungo il suo percorso e, alla fine, il compimento di un sogno». Cenerentola è una storia antica, resa famosa grazie a Charles Perrault e ai fratelli Grimm, ma ne esistono numerose altre versioni. L'intrigo, il fantastico, la ricchezza di simbologia di questa fiaba sono stati fonte di molteplici adattamenti sia per lo schermo che per il teatro. Tra le tante Cenerentole c'è quella di Jules Massenet su libretto di Henri Cain messa in scena all'Opéra Comique nel 1899.

Nell'opera di Massenet, grazie alla madrina che è “fata”, Cenerentola ha attorno a sé creature meravigliose che sostengono l'eroina nella ricerca dell'amore e della felicità. Silfidi, folletti, raggi di luna: questi spiriti aerei proteggono la nostra Cenerentola.
Nel racconto, considerata una nullità dalla cattiva matrigna, sempre sudicia per le pulizie del focolare e vivendo, per così dire, tra le ceneri – da cui il suo nomignolo – è al sole dell'amore, “trovando la scarpetta giusta per il suo piede” che Cenerentola può sbocciare. Questo compimento di un sogno, di cui il racconto illustra le tappe, questa rinascita (perché le ceneri si ricollegano evidentemente alla morte) simboleggia il compimento di sé.

Attraverso la storia di Cenerentola, attraverso le sue sofferenze, le sue emozioni, le sue speranze si scrive qualcosa di universale. Un grido alla luce, un richiamo al chiarore sereno delle stelle, sorta di contrappunto al caos interiore in cui si moltiplicano i dubbi, le rivolte, i dispiaceri sofferti e le felicità sognate.

Lo spettacolo è stato concepito con una economia di mezzi, ossia senza cambi di scene, senza artifici, ma con il piacere trasmesso dall'umanità e dalla magia del racconto, dalla sontuosità della musica, ma anche dalle risate delle scene burlesche che controbilanciano gli episodi onirici o di sventure. Catartico per il pubblico lo scoprire – attraverso il balletto-il percorso per disperdere le nuvole e “generare una stella danzante”.