Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni
Meeting

L’anima poetica e musicale d’Italia

Spilimbergo
Palazzo Tadea, via Sottocastello
15/11/15
venerdì 16-18, sabato 10-12.30/15-17, domenica 10-12.30

Una mostra dedicata al musicista e compositore Guido Alberto Fano per celebrare e ripercorrere i 20 anni della Società Filarmonica Città di Spilimbergo, ovvero il percorso fatto dalla sua rifondazione a oggi passato attraverso la nascita dell’Istituto Musicale che porta il nome dell’artista  e che oggi si articola dunque in Filarmonica, Scuola di musica e Corsi Internazionali di perfezionamento. Questa è L’anima poetica e musicale d’Italia - esposizione di partiture manoscritte, lettere, diplomi, fotografie d’epoca, oggetti, pubblicazioni, articoli di giornale, programmi di concerto - voluta da Istituto Musicale Fano e Comune di Spilimbergo e organizzata in collaborazione con Archivio Musicale Guido Alberto Fano e Craf, col sostegno di Fondazione Crup, aperta a Palazzo Tadea dal 15 novembre al 12 dicembre (venerdì dalle 16 alle 18; sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17, domenica dalle 10 alle12.30). La significativa documentazione, messa disposizione dall’Archivio veneziano, permette di riscostruire la figura artistica di Guido Alberto Fano e il suo importante contributo dato alla storia della musica italiana, in parte ancora da scoprire e valorizzare. Fano, nato a Padova nel 1875, studiò con Vittorio Orefice, Cesare Pollini, e Giuseppe Martucci (di cui fu allievo prediletto e con cui si diplomò in alta composizione). Fu un artista completo: pianista, compositore, direttore d’orchestra, docente e direttore di Conservatorio (Parma, Napoli, Palermo). Rifiutò invece la nomina a insegnante e virtuoso di pianoforte al "College of Music" di Cincinnati Ohio (U.S.A.). La sua produzione musicale, comprende composizioni pianistiche, da camera e sinfoniche, liriche vocali e due opere liriche.

Seppe rielaborare in modo personale gli echi internazionali che coglieva nella musica contemporanea europea sposandoli a uno stile italiano tardoromantico. Se da un lato la sua attenzione per la musica da camera si dimostra una rarità tra gli autori italiani suoi contemporanei, dall’altra nelle sue opere liriche ispirate alla mitologia latina egli cercava di “penetrare nell’anima poetica e musicale d’Italia con la coscienza dell’artista moderno”, in sintonia con una generazione di musicisti post unitari, che si fece interprete di un sentimento di italianità, contribuendo alla rinascita e al rinnovamento della tradizione musicale strumentale italiana.

Negli ultimi anni della sua vita, trascorse le vacanze estive a Tauriano (dove risiedeva la famiglia della nuora), e qui morì e fu sepolto nel 1961, da cui il legame con Spilimbergo.

Tra le lettere in mostra troviamo le corrispondenze con personaggi illustri del mondo culturale e musicale come  Gabriele D’Annunzio, Arturo Toscanini (che apprezzava particolarmente le sue composizioni), Tullio Serafin (che diresse le sue sinfonie), Ildebrando Pizzetti, Benedetto Croce.

Completa l’esposizione una sezione dedicata alla storia della Filarmonica Città di Spilimbergo e dell’Istituto G. A. Fano, da cui emergono l’importante ricaduta sociale e culturale, la passione e l’impegno, che hanno portato a una crescita costante negli anni nell’ottica di offrire sempre maggiore qualità.