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Meeting

Come ho visto il Friuli

Mostra del laboratorio di scrittura creativa
Gorizia
via Diaz 20
ISIS Alighieri
28/05 e fino al 30/06

Si intitola “Come ho visto il Friuli” il percorso didattico di scrittura creativa che spazia tra storia e letteratura concepito per avvicinare i giovani al territorio della propria Regione e ai modelli espressivi che ne hanno caratterizzato la produzione letteraria del Novecento.

Organizzato dall’associazione culturale IoDeposito in collaborazione con I.S.I.S. “Alighieri” di Gorizia, Comune di Fogliano Redipuglia, I.C. “Verni” di Fogliano Redipuglia, Comune di Capriva del Friuli, Comune di Cormons, I.C. “Cormons” e Consorzio Culturale del Monfalconese, e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, ha coinvolto 3 classi di ragazzi tra gli 11 e i 16 anni provenienti da diversi istituti del goriziano.

Il risultato di questa prima parte del ciclo laboratoriale che si è tenuto tra gennaio e maggio 2021 – con periodi in cui, a causa della pandemia, IoDeposito ha seguito i partecipanti con la didattica a distanza – sarà esposto a partire da venerdì 28 maggio negli spazi esterni dell’l’I.S.I.S. “Alghieri” di Gorizia, con contenuti testuali.

Nella mattinata, l’allestimento sarà inaugurato in presenza delle classi coivolte e della rappresentanza d’Istituto, e rimarrà poi liberamente fruibile al pubblico per alcune settimane.

La seconda parte del laboratorio proseguirà invece durante l’anno.

 

Scoprire la complessità del XX secolo in Friuli Venezia Giulia attraverso la ricchezza della letteratura che la racconta è il tema del ciclo di incontri “Vivere in tempi interessanti”. Partendo dalla lettura del testo di Mario Puccini “Come ho visto il Friuli” i ragazzi che hanno preso parte all’omonimo laboratorio hanno incontrato le parole degli autori che sul territorio giuliano e friulano hanno vissuto gli anni salienti del “secolo breve”, quelli ovvero compresi tra le due Guerre e che arrivano fino alla caduta del muro di Berlino.

È proprio al Novecento, infatti – con l’ascesa del fascismo, gli avvenimenti del Dopoguerra, tra industrializzazione e migrazione all’estero, e la Guerra fredda – che bisogna guardare se si vuole meglio comprendere il presente della Regione, tra tradizione e innovazione, radici identitarie e mescolanza culturale.

 

Di quest’epoca di cambiamenti politici, sociali e culturali, gli scrittori presi in analisi hanno consegnato memoria ai posteri tramite diverse modalità espressive, che vanno dalla narrativa alla poesia, e attraverso una pluridicità di linguaggi, tra sloveno, tedesco, italiano, goriziano, triestino, bisiacco e friulano.

Svoltosi con la ben rodata metodologia “Comfort Zone” messa a punto da IoDeposito (con la quale l’associazione dal 2015 svolge i suoi laboratori artistici e creativi rivolti ai giovani diffusi nel territorio regionale), il workshop ha messo al centro proprio il territorio, punto di unione tra i letterati di ieri e gli alunni di oggi.

A partire dai grandi esempi letterari incontrati, in un secondo momento i ragazzi si sono a loro volta cimentati a loro volta nel racconto del paesaggio (storico, sociale e geografico, ma anche “interiore” ed emozionale) sperimentando tecniche di scrittura che spaziano dalla prosa alla poesia, descrivendo di ciò che significano per loro, oggi, questi luoghi.

Le produzioni individuali, risultato dei primi incontri, hanno poi condotto alla composizione di un testo corale in grado di raccogliere l’ampio mosaico di esperienze personali. Sono stati inoltre prodotti dei lavori multimediali e digitali, capaci di far interagire i contenuti letterari con tipologie di media più affini alle nuove generazioni.

 

Gli autori e i principali testi utilizzati nei laboratori creativi

 

Mario Puccini – “Come ho visto il Friuli”

Elio Bartolini – “Che Diaz”

Leonardo Zanier – “Libers… di scugnî lâ”

Pierpaolo Pasolini – “Poesie a Casarsa”

Umberto Saba – “Canzoniere”

Biagio Marin – “I canti de l’isola”

Carolus Cergoly – “Poesie Mitteleuropee in lessico Triestino”

Luciano de Campo – “Scalfitture dello spirito

Amedeo Giacomini – “Il ragazzo del Tagliamento” e “La vita artificiale”

 

Tra gli autori contemporanei, invece:

Angelo Floramo - “La veglia di Ljuba”

Ivan Crico – vicitore nel 2009 del Premio Nazionale Biagio Marin, scrive in dialetto “bisiàc”.