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Meeting

Monfalcone celebra i cent’anni dalla fondazione delle Officine Ferroviarie

Un omaggio alle capacità produttive del cantiere e ai tecnici e alle maestranze
Monfalcone

Museo della Cantieristica
22/01/22
10-18

Inaugurata al Muca la mostra che celebra i “Cent’anni dalla Fondazione delle Officine Ferroviarie”, alla presenza della sindaca Anna Maria Cisint e dell’assessore regionale Sebastiano Callari

La mostra, realizzata con la collaborazione dell’Associazione Museo Ferroviario di Trieste e la Fondazione Fincantieri, vuole essere un omaggio alle capacità produttive del cantiere e ai tecnici e alle maestranze che con le loro capacità hanno dato prestigio ai cantieri navali di Monfalcone, e ricorda allo spettatore che tecnologia, innovazione e lavoro sono i caratteri distintivi del successo e del valore di questo stabilimento, dalla sua fondazione nel 1908 ai giorni nostri. 

Sono trascorsi cent’anni da quando nello stabilimento navale di Monfalcone, nel 1921, vennero aperte le Officine Ferroviarie. Sono state, anch’esse, un passaggio significativo di una storia straordinaria di un cantiere che è stato, e continua a essere, fra i leader mondiali nella costruzione di navi - transatlantici e da crociera - fra le più belle e maestose.

La brillante mentalità imprenditoriale dei Cosulich, allora gestori in prima persona di quello che a quel tempo si chiamava Cantiere Navale Triestino, dopo le distruzioni della Prima guerra mondiale portò non solo a ricostruire, in maniera ancor più ampia e moderna, i bacini navali distrutti dai bombardamenti, ma a dar vita a nuove iniziative di successo nel campo aeronautico, elettromeccanico e, appunto, ferroviario.

Su quest’ultimo fronte, venne ripreso un progetto di qualche anno prima che prevedeva la realizzazione di un raccordo ferroviario tra la stazione di Ronchi di Monfalcone, come si chiamava allora, e lo stabilimento di Panzano. Le pratiche iniziarono nell’aprile del 1919 e un anno e mezzo dopo il tratto ferroviario era pronto. Nel 1921 fu la volta delle Officine Ferroviarie nelle quali, in una vasta area nel lato nord del cantiere, vennero realizzati e riparati circa 1800 carri.

Questa attività ebbe uno sviluppo anche nel secondo dopoguerra, dal 1947, coinvolgendo oltre al reparto ferroviario, anche le officine elettromeccaniche contribuendo in tal modo alla ricostruzione delle ferrovie italiane con veicoli a trazione elettrica, sino alla fine degli anni ’80. Furono costruiti anche autobus e filobus necessari alla rinascita del nostro Paese che, uscito dalla guerra, si avviava al boom economico degli anni Sessanta. 

La mostra è visitabile fino al 31 gennaio 2022, dal venerdì al lunedì dalle ore 10.00 alle 18.00.