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Meeting

L'anima, la terra, il colore

A Trieste in mostra le opere dell'artista friulano Toni Zanussi
Zanussi, Ritratti
Trieste
Porto Vecchio
Magazzino 26
21/01/22
giovedì e venerdì 10-17, sabato e domenica 10-19

Inaugura mercoledì 29 dicembre alle 11 a Trieste, al Magazzino 26 del Porto Vecchio, la mostra “L'anima, la terra, il colore. Arte d’azione e di inclusione” dell’artista friulano Toni Zanussi (Qualso, Udine, 1952).

L’iniziativa è molto più di una personale in cui poter visionare l’arte poetica e sottilmente onirica di Toni Zanussi, perché è anche un progetto-laboratorio, ideato dall’artista stesso, di inclusione sociale. La mostra che Trieste dedica a Toni Zanussi fa parte infatti di un ciclo espositivo di rassegne, ognuna diversa dall’altra, incentrate oltre che sulla sua creatività, sulla promozione di questo prezioso e attuale concetto, che ha visto un primo allestimento in una versione molto più ridotta nel 2020 a Tarcento e che dopo Trieste proseguirà a Monaco.

L’esposizione al Magazzino 26, curata dalla giornalista e critica d’arte Marianna Accerboni, è realizzata dal Comune di Trieste in collaborazione con l’Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni (U.S.S.M.) di Trieste, l’U.D.E.P.E (Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna) di Trieste e con il Garante locale dei diritti delle persone private della libertà personale. Saranno sei le persone del territorio (adulti e minorenni), alcune protagoniste di condotte illecite, che nel corso dell'esecuzione delle misure e sanzioni di comunità a cui sono soggetti, offriranno il loro contributo alla rassegna, in particolare nei processi di diffusione e comunicazione della mostra oltre che nell’accoglienza dei visitatori. L’obiettivo di tale coinvolgimento è quello di restituire loro un ruolo di utilità sociale e di favorirne il reinserimento attraverso un’esperienza formativa e relazionale positiva nel mondo dell’arte a dimostrazione che l’arte può essere uno strumento potente di educazione alla legalità.

«La rassegna - spiega la curatrice Marianna Accerboni -  testimonia, in una sorta di orizzonte di luce e di cromatismi accesi, eleganti e al contempo sobri, l’universo creativo e la sperimentazione svolta dal pittore friulano Toni Zanussi negli ultimi trent’anni. In mostra compare un’ampia selezione di opere che raccontano il suo immaginario, stilato secondo una cifra molto personale, armonica e sottilmente dinamica: una pittura sgorgata dal cuore di un artista dal gesto pittorico incantato.

Luminosi e talvolta in controluce, com’è spesso la vita, i suoi lavori ci parlano dell’esistenza reale, trascendendola e idealizzandola attraverso simbolismi iconici e di speranza. In tal senso, sotto il profilo critico, la sua opera si colloca nell’ambito di quel filone espressivo orientato a un’interpretazione della realtà arricchita da suggestioni oniriche, fantastiche, metafisiche e surreali, che ha caratterizzato, in nome della libertà, buona parte dell’arte e persino dell’architettura del Novecento e contemporanea, a partire da Mirò per arrivare alle forme organiche dell’architetto statunitense Frank Gehry”».

Il pubblico potrà così godere di molti suoi lavori, alcuni dei quali inediti: dal recente “Totem omaggio a Mostar” del 2020 che supera, in diagonale, i tre metri, al trittico formato dalle tre opere di forma ogivale “Cosmogonia”, “Cosmogonia nero terno” e “Cosmogonia rossa” del 1994.

Un’arte dove il male è dissacrato, esorcizzato e superato attraverso composizioni dai colori vivaci, quasi allegri per portare lo spettatore in una realtà altra, una fuga verso la speranza come nella serie più recente incentrata sul tema della pandemia da Covid-19, che l’artista chiama “invisibile creatura”, e ai lirici voli cromatici su Sarajevo e Mostar, che ricordano la tragedia della guerra o quella dell’Afghanistan. 

Per Toni Zanussi l'arte è impegno artistico, riscatto per tutti gli umili, i poveri, gli abbandonati, gli scartati della terra ed è anche strumento, linguaggio, metodologia per esprimere il suo impegno civile. A corredo di ogni sezione, un testo allude alle pene, alla detenzione e alla possibilità di redenzione attraverso la giustizia riparativa, tema trasversale alla mostra e molto sentito dall’artista: la speranza.

Zanussi si ispira alla natura e ai suoi cambiamenti, ai colori e alle atmosfere che mutano con l’alternarsi delle stagioni. Immerso nei boschi del monte Stella a Tarcento, dove l’artista ha costruito il suo studio-atelier, un luogo ospitale, sempre aperto a curiosi e amici, “pittore della cosmogonia e della contaminazione tra materia e realtà sociale, artista del recupero degli sprechi e poeta” come lo ha definito Gillo Dorfles, Zanussi raccoglie da oltre quarant’anni sempre crescenti successi. Le sue opere sono state raccontate da tanti scrittori ed intellettuali ed esposte in giro per il mondo, da Venezia fino a Parigi.

Nell’arco dei prossimi mesi si terranno in sede alla mostra di Trieste, degli eventi in cui saranno coinvolte personalità note nel mondo dello spettacolo e della cultura, chiamate ad intervenire sugli aspetti artistici della mostra e sulla giustizia riparativa.

L’iniziativa dimostra come arte e solidarietà possano coinvolgere e veicolare sentimenti ed emozioni di uguale e profonda intensità rappresentando l’occasione per riscoprire assieme che le difficoltà possono tradursi in opportunità.

Dopo Trieste, l’esposizione di questo riservato e intenso pittore, si trasferirà a Unterföhring (Monaco di Baviera).

Ingresso libero.